Gennaio in Islanda a prezzi ridicoli: scopri perché Þingvellir è il luogo dove cammini tra due continenti con 40% di sconto

Quando il buio avvolge l’Europa e le giornate sembrano non finire mai di essere grigie, c’è un luogo dove l’inverno si trasforma in pura magia. Il Parco Nazionale di Þingvellir, in Islanda, a gennaio diventa un palcoscenico naturale dove la luce danza con il ghiaccio, creando scenari che sembrano appartenere a un altro pianeta. Viaggiare da soli in questo angolo remoto del Nord Atlantico non è solo un’avventura low-cost accessibile, ma un’esperienza di connessione profonda con la natura selvaggia e con se stessi.

Il primo Parco Nazionale islandese, dichiarato Patrimonio UNESCO, rappresenta molto più di una destinazione turistica: è il luogo dove nacque il più antico parlamento del mondo nel 930 d.C., dove la terra letteralmente si spacca sotto i tuoi piedi lungo la dorsale medio-atlantica, e dove gennaio offre l’opportunità unica di vedere l’aurora boreale danzare sopra paesaggi innevati quasi deserti.

Perché gennaio è il momento perfetto

Visitare Þingvellir a gennaio significa scoprire l’Islanda nel suo aspetto più autentico e meno affollato. Le temperature oscillano tra -5°C e 2°C, rendendo l’esperienza avventurosa ma assolutamente gestibile con l’equipaggiamento giusto. La quasi totale assenza di luce diurna – circa 4-5 ore al giorno – potrebbe sembrare uno svantaggio, ma si trasforma nel principale alleato per chi viaggia da solo: le lunghe ore di crepuscolo blu creano un’atmosfera surreale e le possibilità di avvistare l’aurora boreale aumentano esponenzialmente.

I prezzi in questo periodo calano drasticamente rispetto all’estate: gli alloggi costano fino al 40% in meno, e il parco stesso è completamente gratuito da visitare. La bassa stagione significa anche poter camminare tra le fratture tettoniche in solitudine quasi assoluta, un lusso impagabile per chi cerca introspezione e silenzio.

Cosa vedere e vivere nel parco

La faglia di Almannagjá

Camminare lungo la faglia di Almannagjá a gennaio è come attraversare una cattedrale di roccia e ghiaccio. Le pareti basaltiche si ergono per oltre 40 metri, spesso decorate da cascate ghiacciate che scintillano nella luce pallida dell’inverno artico. Il sentiero principale è generalmente accessibile anche con neve, ma richiede scarponi con buona aderenza e ramponcini leggeri, acquistabili a Reykjavik per circa 15-20 euro.

Lo snorkeling nella faglia di Silfra

Può sembrare folle, ma fare snorkeling nella frattura di Silfra a gennaio è un’esperienza che ridefinisce il concetto di viaggio estremo. L’acqua, filtrata per decenni attraverso la lava porosa, mantiene una temperatura costante di 2-4°C tutto l’anno. Con una muta stagna (noleggiabile per circa 100-120 euro), galleggerai letteralmente tra due continenti, toccando contemporaneamente la placca eurasiatica e quella nordamericana. La visibilità supera i 100 metri e il contrasto tra il freddo esterno e l’esperienza subacquea crea ricordi indelebili.

La chiesa di Þingvellir e Þingvallavatn

La piccola chiesa bianca, isolata nel paesaggio invernale, offre un punto di riferimento visivo commovente. Poco distante, il lago Þingvallavatn, il più grande d’Islanda, si presenta spesso parzialmente ghiacciato, con blocchi di ghiaccio che creano composizioni astratte lungo le rive. Nelle giornate di vento forte, il ghiaccio produce suoni ultraterreni che risuonano nella valle.

Muoversi in modo intelligente ed economico

Raggiungere Þingvellir da Reykjavik è sorprendentemente semplice ed economico. Il parco dista solo 45 chilometri dalla capitale, percorribili in circa 40 minuti. Noleggiare un’auto è la soluzione più flessibile: le compagnie locali meno conosciute offrono tariffe da 25-35 euro al giorno per auto di piccola cilindrata, sufficienti per la strada asfaltata che porta al parco. Il tragitto percorre la Route 36, ben mantenuta anche d’inverno, anche se è fondamentale verificare sempre le condizioni meteo sul sito ufficiale del traffico islandese.

Per chi vuole risparmiare ulteriormente, esistono autobus pubblici che collegano Reykjavik al parco con frequenza ridotta in inverno, con biglietti intorno ai 15-20 euro a tratta. L’inconveniente è la minore flessibilità oraria, ma per un viaggiatore solitario può rappresentare un’opportunità per conversare con locali e altri avventurieri.

Una volta al parco, tutti i sentieri principali sono gratuiti e ben segnalati. Il centro visitatori offre mappe gratuite e informazioni aggiornate sulle condizioni dei percorsi.

Dove dormire spendendo poco

Il modo più economico per vivere l’esperienza di Þingvellir è alloggiare a Reykjavik e fare escursioni giornaliere. Gli ostelli della capitale offrono letti in dormitorio da 20-30 euro a notte, con cucine comuni dove preparare i propri pasti risparmiando significativamente.

Tuttavia, per chi cerca un’immersione totale, esistono alcune soluzioni nell’area circostante il parco. Le guesthouse familiari nei piccoli villaggi di Laugarvatn o Selfoss propongono camere doppie uso singola da 50-70 euro a notte, spesso con colazione inclusa e possibilità di cucinare. A gennaio, essendo bassissima stagione, è possibile contrattare o trovare offerte last-minute molto vantaggiose.

Per i più avventurosi, il campeggio invernale è teoricamente possibile, anche se richiede attrezzatura professionale e grande esperienza. I campeggi ufficiali sono generalmente chiusi, ma il camping libero è permesso in Islanda con alcune limitazioni.

Mangiare bene senza svuotare il portafoglio

L’Islanda non è famosa per essere economica sul fronte gastronomico, ma con qualche accorgimento è possibile mangiare dignitosamente. I supermercati Bónus, riconoscibili dal logo del maialino rosa, offrono prezzi più accessibili: una spesa per 2-3 giorni di viveri può costare 40-50 euro, includendo pasta, pane locale, formaggio, affettati e snack energetici fondamentali per le escursioni.

Il cibo tradizionale da provare include lo skyr, uno yogurt proteico locale venduto a 1-2 euro, perfetto per colazioni nutrienti. Nei villaggi vicini al parco si trovano piccole caffetterie che servono zuppe sostanziose per 8-12 euro, ideali per scaldarsi dopo ore passate all’aperto.

Un consiglio prezioso: portare sempre un thermos con bevande calde e snack durante le escursioni. Le poche ore di luce vanno sfruttate al massimo e fermarsi a mangiare fuori può far perdere tempo prezioso e denaro.

Prepararsi all’avventura solitaria

Viaggiare da soli a Þingvellir a gennaio richiede preparazione mentale e fisica. L’isolamento può essere intenso, ma proprio questa dimensione rende l’esperienza trasformativa. Scaricare mappe offline, informare sempre qualcuno dei propri spostamenti e portare batterie di riserva per il telefono (il freddo le scarica rapidamente) sono precauzioni essenziali.

L’equipaggiamento giusto fa la differenza: strati termici, giacca impermeabile, guanti e cappello di qualità sono investimenti che rendono l’esperienza piacevole anziché sofferente. Molti di questi articoli possono essere acquistati a prezzi ragionevoli nei negozi dell’usato di Reykjavik.

Þingvellir a gennaio non è una destinazione per tutti, ma per chi cerca un viaggio che vada oltre il semplice turismo, questo luogo offre qualcosa di raro: la possibilità di confrontarsi con la natura nella sua forma più pura, di camminare letteralmente tra continenti, e di scoprire che viaggiare da soli nel buio invernale artico può illuminare aspetti di sé che la routine quotidiana tiene nascosti. E tutto questo senza necessariamente spendere una fortuna.

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