Ecco i 5 disturbi psicologici che possono portare al tradimento, secondo la psicologia

Il tradimento è uno dei temi più dolorosi nelle relazioni, e quando scopri che il tuo partner ti ha tradito, l’ultima cosa che vuoi sentire è una spiegazione psicologica. Vuoi rabbia, vuoi giustizia, vuoi che quella persona si renda conto del casino che ha combinato. Eppure la ricerca psicologica degli ultimi vent’anni ci mostra qualcosa di interessante: esistono alcuni pattern comportamentali e caratteristiche psicologiche che possono creare una tempesta perfetta, aumentando il rischio che una persona tradisca. Non per giustificare nessuno, sia chiaro. Il tradimento rimane una scelta per cui si è responsabili al cento per cento. Però capire questi meccanismi può aiutarci a guardare l’infedeltà da un angolo diverso.

Pensala così: non tutti i fumatori sviluppano un tumore, ma fumare aumenta drammaticamente il rischio. Allo stesso modo, non tutte le persone con certi tratti psicologici tradiscono, ma questi tratti creano delle vulnerabilità specifiche che, combinate con le circostanze giuste o sbagliate, possono portare all’infedeltà. E i numeri italiani parlano chiaro: nel 2025 il tasso di infedeltà nel nostro Paese si attesta al 40%, con il 26% degli uomini che ammette di aver tradito contro il 19% delle donne. Ma la cosa più interessante? Solo il 41% di chi tradisce prova rimpianto, mentre il 58% non si pente affatto.

Il Narcisista: Quando l’Ego Ha Sempre Fame di Validazione

Iniziamo dal disturbo narcisistico di personalità, quello che la ricerca di Shackelford e Goetz del 2007 ha identificato come disturbo narcisistico predittore infedeltà. E no, non stiamo parlando di chi si fa troppi selfie o passa ore davanti allo specchio. Il vero narcisismo patologico è una bestia completamente diversa. Immagina di avere dentro di te un pozzo senza fondo che deve essere costantemente riempito con ammirazione, attenzione, conferme. Non importa quanta ne ricevi: non è mai abbastanza.

Il problema fondamentale? Le persone con tratti narcisistici marcati tendono a vedere gli altri come strumenti per il proprio benessere personale. La relazione diventa transazionale: tu mi fai sentire speciale, quindi ti tengo vicino. Ma quando qualcun altro può offrire quella stessa sensazione in modo più intenso, magari perché nuovo ed eccitante, scatta il tradimento. E qui arriva la parte veramente insidiosa: queste persone spesso non provano il senso di colpa che ci aspetteremmo. La loro empatia ridotta fa sì che minimizzino completamente il dolore causato, razionalizzando tutto con pensieri tipo “Me lo meritavo” oppure “In fondo non è poi così grave”.

La ricerca italiana mostra che il 47% dei tradimenti avviene per pura attrazione fisica. Ma nel caso del narcisista, quella attrazione è spesso più verso l’effetto che produce sull’altro che verso la persona stessa. È il brivido di sentirsi desiderati, ammirati, messi su un piedistallo.

L’Impulsivo Cronico: Quando il Cervello Non Ha Freni

Passiamo a un pattern completamente diverso: l’impulsività patologica. Gli studi di Choi e colleghi del 2014 hanno dimostrato come impulsività patologica predittore significativo di comportamenti sessuali rischiosi e non pianificati. E qui le cose si fanno interessanti.

Pensa al cervello come a un’auto. Nella maggior parte delle persone, quando si profila una situazione pericolosa per la relazione, si accende un semaforo rosso lampeggiante nella testa. “Fermati! Questa è una pessima idea! Pensa alle conseguenze!” Ma in alcune persone con disturbi del controllo degli impulsi, quel semaforo è permanentemente verde. Non stiamo parlando solo di ADHD, anche se quello può essere un fattore. Stiamo parlando di un’intera gamma di condizioni in cui il cervello fatica tremendamente a dare priorità alle conseguenze a lungo termine rispetto alla gratificazione immediata.

Scenario tipico: serata di lavoro che si protrae, un po’ di alcol, un collega attraente che fa complimenti. Una persona con buon controllo degli impulsi pensa: “Meglio andare a casa, questa situazione potrebbe degenerare”. Una persona con impulsività patologica? Il pensiero semplicemente non si forma. C’è solo l’azione, e la riflessione arriva dopo, quando ormai il danno è fatto. E non è che queste persone non amino il partner. Spesso lo amano profondamente, ma il loro cervello in certi momenti semplicemente non riesce a processare il “Non farlo” con la stessa forza con cui processa il “Fallo adesso”.

La Dipendenza Affettiva: Il Paradosso di Chi Ama Troppo

Qui le cose diventano davvero controintuitive. Come può qualcuno che è disperatamente attaccato al partner tradire? Sembra un controsenso totale, eppure la dipendenza affettiva crea esattamente questo tipo di paradosso doloroso. Le persone con dipendenza affettiva vivono la relazione come una questione di sopravvivenza emotiva. Il partner non è qualcuno che amano: è l’ossigeno di cui hanno bisogno per respirare.

Quando l’ansia da abbandono raggiunge livelli insostenibili, magari perché il partner sembra un po’ distante o meno disponibile del solito, queste persone entrano in panico totale. E cosa fanno alcune di loro? Cercano disperatamente una rete di sicurezza alternativa. Non per amore, non per attrazione, ma per puro terrore di restare sole. La teoria dell’attaccamento studiata da ricercatori come Mikulincer nel 2006 definisce questo come attaccamento ansioso: la persona può intrattenere relazioni parallele come una polizza assicurativa emotiva. Se questo mi lascia, almeno ho qualcun altro a cui aggrapparmi. Il risultato? Tradimenti che la persona stessa fatica a spiegare razionalmente.

Il Borderline: Vivere sulle Montagne Russe Emotive

Il disturbo borderline di personalità potrebbe essere descritto così: ti amo follemente, ti odio con tutto me stesso, e posso passare dall’uno all’altro in dieci minuti. La caratteristica centrale è l’instabilità dell’umore, dell’identità, delle relazioni. Le persone con questo pattern vivono le emozioni con un’intensità che il resto di noi fatica persino a immaginare.

C’è un fenomeno chiamato splitting nella letteratura psicologica: queste persone oscillano tra l’idealizzazione totale del partner (“Sei perfetto, sei l’amore della mia vita”) e la svalutazione completa (“Sei la peggiore persona del mondo”). L’infedeltà può emergere durante le fasi di svalutazione, quando il partner viene temporaneamente visto come il nemico. Oppure può essere un atto impulsivo durante un momento di disregolazione emotiva intensa, quando la persona cerca disperatamente qualcosa che allevii quel dolore insopportabile che sta provando. Non è pianificato, non è razionale. È una reazione a una tempesta emotiva interna che rende impossibile pensare lucidamente alle conseguenze.

Quale di questi profili pensi tradisca più spesso?
Il narcisista
L’impulsivo
Il borderline
Il dipendente affettivo
Il compulsivo sessuale

La Compulsione Sessuale: Quando Non È Piacere Ma Fuga

Questo è probabilmente il pattern più frainteso. Quando sentiamo parlare di dipendenza sessuale, molti pensano sia solo una scusa comoda. E certamente questa etichetta è stata abusata. Ma la compulsione sessuale reale, quella documentata clinicamente, è devastante. Stiamo parlando di persone che usano il sesso esattamente come un tossicodipendente usa la droga: per regolare emozioni insopportabili, per sfuggire a traumi non elaborati, per riempire vuoti esistenziali profondi.

Non è il piacere che cercano. È l’oblio, la distrazione, l’adrenalina che fa tacere temporaneamente voci interiori tormentose. Queste persone spesso descrivono le loro esperienze sessuali extra-relazionali come meccaniche, compulsive, prive di vera intimità. Il pattern è ciclico: tensione crescente, comportamento compulsivo, sollievo temporaneo, senso di colpa schiacciante, nuova tensione. E il partner stabile? Viene spesso idealizzato proprio perché rappresenta la parte buona della loro vita, quella che vorrebbero proteggere ma che continuano a sabotare.

Non Tutti Quelli Con Questi Problemi Tradiscono

Questo è fondamentale capirlo prima di etichettare chiunque. Stiamo parlando di fattori di rischio, non di sentenze definitive. La maggior parte delle persone con disturbi narcisistici, borderline o problemi di impulsività NON tradisce. Molte persone senza alcun disturbo psicologico tradiscono regolarmente. L’infedeltà è multifattoriale: opportunità, valori personali, qualità della relazione, contesto culturale, scelte consapevoli.

I dati italiani lo confermano: il 34% delle persone tradisce per mancanza di attenzioni, il 23% per desiderio di novità. Sono motivazioni che non richiedono alcun disturbo psicologico, solo opportunità e scelte personali. Quello che la ricerca ci dice è semplicemente questo: alcuni pattern psicologici creano vulnerabilità specifiche che, in determinate circostanze, rendono più difficile mantenere la fedeltà. Non impossibile, solo più difficile.

Riconoscere i Segnali: Quando Serve Aiuto Professionale

A cosa serve allora tutta questa conoscenza? A riconoscere quando una relazione potrebbe beneficiare di supporto professionale prima che si deteriori irreparabilmente. Se tu o il tuo partner riconoscete alcuni di questi pattern, bisogno costante di validazione esterna, difficoltà croniche nel controllo degli impulsi, paura paralizzante dell’abbandono, oscillazioni emotive estreme, comportamenti compulsivi, non significa che il tradimento sia inevitabile. Significa che potreste aver bisogno di strumenti psicologici più sofisticati per costruire una relazione sana.

La terapia di coppia, il supporto psicologico individuale, a volte anche interventi farmacologici mirati possono fare una differenza enorme. Non sono ammissioni di sconfitta: sono investimenti intelligenti nella salute della relazione. E se hai già subito un tradimento e riconosci alcuni di questi pattern nel tuo ex? Può aiutarti a contestualizzare quello che è successo, a capire che forse non era colpa tua o una mancanza nel tuo essere amabile. A volte le persone portano nelle relazioni ferite e vulnerabilità che precedono il tuo arrivo e continueranno a esistere dopo la tua partenza.

La Responsabilità Resta Sempre Personale

Capire non significa giustificare. Mai. Anche se esistono vulnerabilità psicologiche reali che rendono la fedeltà più difficile per alcune persone, il tradimento rimane una scelta per cui si è responsabili. Avere un disturbo narcisistico non autorizza a ferire gli altri. Lottare con l’impulsività non cancella il dolore causato. La dipendenza affettiva non rende accettabile tradire la fiducia di qualcuno.

Quello che queste conoscenze dovrebbero fare è spingerci verso maggiore consapevolezza e responsabilità personale. Se riconosci in te alcuni di questi pattern, hai la responsabilità di cercare aiuto prima di entrare in relazioni serie, o comunque di lavorare attivamente su queste vulnerabilità mentre sei in coppia. E se stai con qualcuno che manifesta questi comportamenti? Hai il diritto di stabilire confini chiari, di chiedere che la persona cerchi supporto professionale, e di decidere che la relazione non è sostenibile se questi sforzi non vengono fatti.

Il tradimento continuerà a essere uno dei temi più dolorosi delle relazioni umane. Non esiste formula magica che lo previene. Ma conoscere i pattern psicologici che possono aumentare il rischio ci dà potere: il potere di riconoscere quando serve aiuto, il potere di capire comportamenti incomprensibili, il potere di decidere consapevolmente se e quando investire in una relazione che presenta sfide particolari. Le persone con disturbi psicologici meritano amore e relazioni felici tanto quanto chiunque altro. Ma meritano anche supporto adeguato per gestire le loro vulnerabilità. E tu meriti relazioni in cui ti senti sicuro, rispettato e amato, sempre.

Lascia un commento